Il conto dei risparmi evidenzia un saldo positivo di quasi 1,4 miliardi di euro. Un importo ottenuto dallo sforzo per ridurre multe e interessi correlati alle procedure di infrazione nei confronti dell'Italia, a cui devono aggiungersi circa 770 milioni di euro relativi ai fondi Ue, elargiti erroneamente alle imprese e recuperati nell'ultimo triennio dal governo italiano. Un lavoro di controlli e verifiche contro furbetti e sprechi nell'utilizzo delle risorse comunitarie che l'esecutivo rivendica per bocca della sottosegretaria, Maria Elena Boschi, quando spiega: "Nel 2014, all'insediamento del governo Renzi, le procedure di infrazione a carico dell'Italia erano 120, eravamo maglia nera in Europa: oggi le abbiamo sostanzialmente dimezzate, e le procedure aperte sono scese a quota 65. Facciamo meglio di Francia e Germania".

La lotta per la riduzione delle irregolarità e per la repressione delle frodi si configura come uno strumento ulteriore che il governo italiano intende utilizzare sul tema immigrazione in sede comunitaria. A riassumere la strategia è il sottosegretario agli Affari Europei, Sandro Gozi: "Oggi, dopo la riduzione delle nostre procedure di infrazione, abbiamo più titolo per chiedere alla Commissione Ue di avviare le procedure di infrazione per i Paesi che violano gli obblighi di accoglienza degli immigrati". II riferimento di Gozi è a Stati membri come Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. Tanto che il sottosegretario ricorda di avere posto il tema in sede europea e la "soddisfazione" nel fatto che nei confronti del governo di Varsavia siano state aperte due procedure di infrazione. La contabilità dei risultati italiani (oltre alla procedure di infrazione sono diminuiti drasticamente i procedimenti per il recupero di aiuti di Stato, passando da 22 nel 2014 a quota 4 nel mese di luglio) mostra un'inversione di tendenza "consolidata", che potrebbe rivelarsi utile nel negoziato italiano per attenuare le regole del fiscal compact e tornare così ai parametri di Maastricht.

"L'introduzione della cultura della prevenzione e delle programmazione ci consente di uscire dalla dittatura dell'emergenza, che faceva dell'Italia il fanalino di coda in Europa", dice Gozi. Merito riconosciuto dagli altri Stati membri, che proprio nei prossimi mesi di novembre e dicembre seguiranno i lavori della cabina di regia italiana per approfondire sia le tecniche sia i risultati ottenuti nella lotta alle frodi e alle irregolarità.

Articolo di Andrea Ducci sul Corriere della Sera del 1 agosto 2017