Sottosegretario, la cancelliera Merkel spinge per una doppia Europa. Avremo un Euro 1 e un Euro 2?

«Affatto. Ma è illusorio andare alla stessa velocità», risponde Sandro Gozi, sottosegretario di Palazzo Chigi con delega agli Affari europei. «In una Unione a 27 paesi è utopico che tutti possano avanzare con gli stessi tempi e obiettivi. Un gruppo può fare da avanguardia politica e procedere in modo più spedito per raggiungere nuovi obiettivi comuni, quali difesa, sicurezza economica, lotta alle disuguaglianze e sostegno ai giovani».

È quello che intende Merkel?

«Questa è da tempo la posizione dell'Italia. Ora condivisa anche dalla cancelliera tedesca, fin qui assai prudente sul tema. Ci fa piacere. È un'ottima notizia. E vorremmo che diventasse anche un impegno ufficiale, preso da tutti i paesi dell' Unione, il prossimo 25 marzo a Roma, per i sessant'anni del Trattato. Non sarà facile, ma ci stiamo impegnando al massimo per questo».

L'Italia sarà nel gruppo di testa?

«L'Italia è sempre stata al centro dell'iniziativa europea. E del resto l'agenda dell'ultimo vertice di Malta è stata dettata completamente da noi, dalla Libia ai flussi migratori. Il problema non è trovarsi nel gruppo di testa, ma avere paesi troppo timorosi di riformare l'Europa».

Non si rischia di lasciare indietro qualcuno?

«Puntiamo a un'Europa politica ristretta e fatta su misura per i paesi che vogliono osare di più. Un'Europa che risponde alle paure, agli egoismi e ai veti con più protezione, inclusione e solidarietà. Il progetto non esclude nessuno, è aperto a tutti. Ma certo non possiamo accettare che un veto di qualcuno blocchi tutti gli altri».

È la risposta al populismo?

«È il modo per uscire dallo status quo in cui l'Europa si è cacciata e che potrebbe portare alla disintegrazione. L'Unione per alcuni è un vestito troppo stretto. Per altri largo. Va ritagliato e ricucito su misura delle diverse ambizioni e volontà politiche».

Un accordo fragile, quello con la Libia sui migranti?

«Il governo Sarraj deve essere rafforzato. Ma il risultato incassato dall'Italia a Malta è enorme. La Ue è pronta a mettere risorse per contrastare l'immigrazione clandestina dal Centro Africa e per lo sviluppo locale di questi paesi. Un grandissimo passo in avanti».

La manovrina da 3,4 miliardi sui conti pubblici italiani alla fine si farà. Ha vinto Bruxelles?

«Non è un gioco a vincere o perdere. Abbiamo sempre rispettato l'impegno di ridurre il deficit. E abbasseremo anche il debito, ma nei tempi e modi favorevoli alla nostra priorità: la crescita».

Intervista a Valentina Conte pubblicata su Repubblica il 5 febbraio 2017