"I finanziamenti ci sono, servono le idee innovative”. Il sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi, crede moltissimo nelle opportunità della Macro regione adriatica.

Se i fondi sono disponibili, come si possono incentivare le idee?

“Dobbiamo fare conoscere la strategia affinché siano i privati a presentare i progetti, sostenendoli e finanziandoli almeno in parte. Ma occorre che anche le autorità pubbliche abbiano la capacità di creare e sostenere le idee”.

Facciamo un esempio: un ente pubblico o un privato che vogliano chiedere fondi per sviluppare un'idea imprenditoriale o di sviluppo fra Paesi adriatici, a chi possono rivolgersi?

“Intanto alla Regione Emilia-Romagna che gestisce il programma Adrion per vedere se l'idea è sostenibile. Oppure ci si rivolge alle regioni adriatiche o ai ministeri che si occupano anche della zona adriatica-ionica per capire se si possono utilizzare i fondi europei per il progetto ideato”.

Si toma all'inizio: tutti devono conoscere e imparare a utilizzare le potenzialità delle risorse stanziate a livello europeo...

“Gli ingredienti non mancano: dai fondi Ue e le risorse messe in campo con il Piano Juncker. Manca la capacità di impastarli bene e produrre un buon prodotto adriatico. Il piano Juncker può servire per sviluppare grandi progetti transazionali, come progetti di turismo sostenibile che leghino le due coste. E anche la Banca europea degli investimenti, la Cassa depositi e prestiti e la Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa hanno detto chiaramente che per loro non c'è un problema di liquidità. Ma per essere utilizzati, i loro soldi hanno bisogno di buoni progetti e persone capaci”.

Progetti innovativi, ha detto. Ma a che cosa pensa?

“Penso ad esempio a grandi progetti di sviluppo digitale del turismo, penso alla valorizzazione del patrimonio culturale delle due sponde del mare. Immaginate se la Biblioteca Malatestiana di Cesena fosse collegata a livello digitale con le grandi realtà culturali di Dubrovnik o Spalato... Quante potenzialità si svilupperebbero a livello culturale”.

II turismo è la chiave dei progetti più interessanti nella macro regione?

“Io credo sarebbe bello avere un marchio del turismo adriatico. Si potrebbe promuovere in Cina, India, o in America il viaggio nella regione adriatica. Una settimana di vacanza fra Ravenna, Ragusa, il Montenegro... Queste sono le idee innovative che mancano”.

Rottama la logica della concorrenza turistica fra Italia e Croazia?

“Una componente di concorrenza rimane, ma c'è anche fra Romagna e Marche. Di fronte alle grandi sfide globali, però, l'Adriatico è un lago da promuovere come un unicum. Se parliamo della Romagna come wellness valley, perché non trasformiamo questo mare in un wellness sea? Qualità della vita, attività fisica, turismo sostenibile in una dimensione adriatica. E poi la macro regione adriatica è la risposta ai micro nazionalismi. Vinciamo solo trasformando i confini in luoghi di crescita”.

Intervista a QN Economia & Lavoro, di Davide Nitrosi, pubblicata il 6 novembre 2017