"Oltre due miliardi di euro, tra sanzioni congelate, proventi da lotta alle frodi sui fondi comunitari e recupero di aiuti di Stato. Ieri il Governo ha tracciato il bilancio aggiornato del lavoro che l'Italia ha fatto da febbraio 2014 con l'arrivo di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, fino ad oggi con Paolo Gentiloni sul fronte dell'applicazione delle norme europee. E i risultati sono misurabili, prima di tutto, in termini di risparmi per le casse dello Stato. Perché il nostro Paese tre anni e mezzo fa era, come ha ricordato la sottosegretaria alla presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, "maglia nera dell'Ue per le procedure di infrazione". Mentre adesso si è riallineato allo standard europeo, mettendosi dietro diversi nomi importanti, come Francia, Germania e Spagna. Anche se resta qualche nodo da sciogliere, soprattutto sul fronte dell'ambiente: qui le procedure aperte sono ancora sedici, sei delle quali su acqua e discariche.

"Sono risultati significativi - ha detto Boschi -, che testimoniano il lavoro di un esecutivo attento all'amministrazione. Al momento dell'insediamento del Governo Renzi abbiamo trovato 120 procedure di infrazione attive. Oggi abbiamo dimezzato quel dato". Le cifre dicono, infatti, che adesso siamo scesi a quota 65. Questa progressione positiva ha caratterizzato anche il contrasto alle irregolarità e alle frodi, relative principalmente all'utilizzo scorretto di fondi comunitari, con l'agricoltura tra gli osservati speciali: nel 2015 l'Italia era il quarto paese europeo, dopo Romania, Polonia e Slovacchia, con 67 casi. Adesso ci attestiamo in decima posizione, con venti casi. Discorso simile per i dossier legati al recupero degli aiuti di Stato: a gennaio 2014 quelli pendenti erano 22, adesso siamo a quota otto, quattro dei quali in via di chiusura. Solo con quest'ultimo filone di interventi sono stati raccolti 770 milioni di euro, soprattutto nel manifatturiero (352,4 milioni) e nei trasporti (337 milioni). Segno che l'impatto di tutte queste azioni è misurabile anche in termini di cassa. L'archiviazione delle procedure di infrazione, grazie al mancato pagamento delle sanzioni, ha consentito di risparmiare altri 1,3 miliardi di euro. Aggiungendo anche i 220 milioni raccolti attraverso la lotta alle frodi e alle irregolarità, gli ultimi due esecutivi hanno recuperato oltre due miliardi di euro. Proprio sul fronte del contrasto alle frodi, è in arrivo una stretta ulteriore. Da settembre il Dipartimento Politiche europee attiverà insieme all'Anac, al ministero della Giustizia, alla Corte dei conti e al Dipartimento per la Coesione territoriale una cabina di regia che analizzerà la situazione delle singole regioni, partendo dalla Puglia. L'obiettivo è recuperare altri fondi e potenziare l'azione di prevenzione.

Questi risultati hanno una conseguenza importante. Per il sottosegretario alle Politiche e agli Affari europei Sandro Gozi, un'Italia più affidabile può essere più "esigente" in Europa: "Dopo la riduzione delle nostre procedure d'infrazione, abbiamo più titolo per chiedere alla Commissione Ue di avviare procedure per paesi che violano gli obblighi di accoglienza degli immigrati: Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca. Abbiamo posto il tema dell'Europa dei valori come chiave dell'Europa che vogliamo e siamo soddisfatti che siano state avviate due procedure verso la Polonia".

Restano, comunque, a nostro carico 65 procedure di infrazione aperte. Con un settore che, a leggere i numeri, incide molto più di altri. Si tratta dell'ambiente, che totalizza ben 16 procedure, alcune delle quali sono direttamente collegate a due questioni molto sensibili: le infrastrutture idriche e le discariche. Sul fronte dell'acqua le procedure sono tre, ma solo una è in stato avanzato e tra un anno circa ci porterà al pagamento di sanzioni. Anche dal lato delle discariche ci sono tre procedure pendenti, ma in due casi stiamo già pagando. Sul punto, però, Gozi ha precisato che, per come sono strutturate le norme Ue, "l'ambiente è in generale la materia sulla quale tutti i paesi membri fanno più fatica".

Articolo di Giuseppe Latour su Il Sole24Ore del 1 agosto 2017