Mai come oggi c'è bisogno di una sinistra politica, cioè di una forza che si occupi di immigrazione, lavoro, sanità. In una parola di sicurezza. Capace cioè di rispondere alle paure diffuse dei cittadini, specchio delle loro necessità. Una forza politica in grado di individuare soluzioni al timore di non trovare lavoro o di perderlo, di non potersi curare, di convivere con persone che si mostrano o la pensano diversamente. Dobbiamo occuparci delle preoccupazioni dei cittadini sull'emigrazione senza rimozioni, senza pensare a un solo termine del problema: garantire la sicurezza sociale e personale sono questioni che stanno insieme. La risposta all'immigrazione non è la xenofobia e neppure l'accettazione indiscriminata di principi e valori di culture che non hanno mai conosciuto la democrazia. Noi abbiamo il dovere e la responsabilità di dare una risposta di sinistra a questa domanda diffusa. E so che la risposta va cercata insieme e che su questo tema la sinistra si gioca molto del suo futuro, come se lo gioca sull'economia. In Europa mi batterò contro tutti quelli che vogliono innalzare dei nuovi muri e anche contro l'accoglienza incondizionata. Nuove grandi ondate migratorie non rischiano di travolgere le nostre case o i nostri portafogli, come qualcuno, da destra, fa finta di credere. Però rischiano di mettere in crisi i nostri principi costituzionali, la divisione tra istituzioni laiche e fedi religiose, i diritti civili come li abbiamo sempre intesi, il nostro modo di concepire la democrazia. Dalle risposte che sapremo trovare a questi temi dipenderà la nostra capacità di far vivere la sinistra, i suoi principi e i suoi valori ben dentro il XXI secolo. Per questo, e noi come Campo Democratico lo diciamo da tempo, dobbiamo dialogare e dare vita ad una grande area di consenso e di governo. Dobbiamo ricostruire l'unità che spezzi l'isolamento in cui siamo caduti. Ma questa unità non è la somma dei gruppi dirigenti dei vari spezzoni della sinistra. Al Ripartire dal basso contrario la si costruisce attorno ad una leadership forte e scelta democraticamente creando un campo delle idee e delle persone, attraverso un processo dal basso nel quale gli iscritti e gli elettori potranno confrontarsi, con consapevolezza e responsabilità, trasformando il loro malcontento in una costruttiva proposta di cambiamento. È per questo che dobbiamo rilanciare i circoli, i referendum degli iscritti sui temi e le scelte fondamentali, i forum aperti ai non iscritti, le consultazioni online regolari. Un processo dal basso che naturalmente si confronterà con le leadership scelte democraticamente in un rapporto fecondo, ma anche imprevedibile e aperto. Partiamo da qui, e guardiamo all'Europa. La stessa ambizione che mettiamo nel cambiare la politica italiana dobbiamo averla nel modificare quella europea. Poche idee ma degne di una battaglia per realizzarle: rifondare il Partito dei Socialisti e dei Democratici europei; eleggere parte dei deputati europei in liste transnazionali; indire primarie transnazionali per identificare il nostro candidato alla Commissione europea. Se all'interno e all'esterno del Pd cominceremo davvero a lavorare come una squadra porremo le condizioni per una alleanza di governo e per un nuovo campo democratico e progressista.

Sandro Gozi

Intervento pubblicato su l'Unità, 20 dicembre 2016