II fatto che a Berlino non nasca un governo con i falchi liberali, potrebbe non essere un male per l'Italia e i paesi anti-austerità?

«L'instabilità politica tedesca è una brutta notizia per la Germania, per l'Europa e anche per noi: abbiamo la spinta di Macron, che ha ripreso molte nostre proposte per cambiare l'Europa, ma una Germania in transizione rallenta tutto. E, invece, qui non c'è tempo da perdere».

Le riforme europee si bloccheranno?

«Abbiamo un anno di tempo per farle, il 2018, poi partirà la campagna elettorale per le Europee. Senza Berlino è difficile pensare di costruire una nuova Europa ma ora i tempi dello stallo si allungano».

La Germania va comunque verso più rigore e, se il tedesco Weidmann succederà a Draghi alla Bce, si rischia la tempesta perfetta ,dell'austerità...

«E uno scenario ancora molto in là, bisogna vedere. La Germania è fortemente spaccata su immigrazione, Europa e ambiente: ciò significa che può succedere di tutto. E presto per dirlo, per ora non c'è nemmeno un governo».

Qualcuno lo definisce un caos peggio della Brexit?

«No, non sarei così catastrofista. E sbagliato drammatizzare».

E poi era l'Italia quella instabile politicamente...

«Nessuno oggi in Europa è immune al populismo e alle difficoltà dei partiti tradizionali. Ragione in più per accelerare sulla riforma dell'Ue».

Intervista di Alessia Gozzi su QN del 22 novembre 2017