L'Italia diventa più virtuosa nei confronti dell'Ue e dimezza, rispetto al 2014, le procedure di infrazione europea a suo carico. Dal 2014 ad oggi sono passate da 120 a 65. Sono i dati illustrati dai sottosegretari Maria Elena Boschi e Sandro Gozi, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi che ha tracciato il bilancio di tre anni e mezzo di attività dei governi Renzi e Gentiloni. Con il dimezzamento delle procedure di infrazione - hanno spiegato - l'Italia ha risparmiato "oltre due miliardi di euro".

La svolta. "Storicamente l'Italia non ha avuto un buon rapporto con le norme europee e con gli adempimenti comunitari e questo ci è costato molto sul bilancio in termini di m ulte con tanto di interessi e in termini di credibilità politica. Ora siamo passati da maglia nera a maglia rosa" ha detto Gozi. Adesso invece "facciamo meglio di Francia, Germania e Spagna" aggiunge Boschi. Il nostro Paese ne guadagna in "credibilità" e ha "più titolo" nelle trattative sul prossimo bilancio Ue e nella richiesta di far scattare procedure d'infrazione per i Paesi, come Polonia, Ungheria e Repubblica ceca che "violano gli obblighi di accoglienza degli immigrati".

Non fanno polemica con i governi precedenti, i sottosegretari. Ma convocano una conferenza stampa (che Matteo Renzi poi rilancia su Twitter e Facebook) per dimostrare, con slide e grafici, che "non siamo più fanalino di coda in Ue". E che, da quando nel 2014 Renzi ha assunto l'incarico, si sono ottenuti "risultati record". Boschi elenca i risparmi: "1,3 miliardi dal dimezzamento, da 120 a 65, delle procedure di infrazione, 770 milioni recuperati sul contenzioso in materia di aiuti di Stato (da 22 casi a 8, di cui 4 in via di chiusura) e 220 milioni dalla lotta a frodi e irregolarità", per le quali avevamo un "record negativo", ora ridotte "di oltre il 60%".

Il maggior numero di procedure d'infrazione aperte, nota Gozi, sono su temi ambientali: "ma è così per tutti i Paesi visti gli alti target europei" aggiunge. Passi avanti anche per i siti di depurazione delle acque: erano ritenuti non conformi 102 su 200 "ma aspettiamo un riscontro su 70 siti messi a norma". Ora, afferma Gozi, siamo più forti nella trattativa sul prossimo bilancio europeo: "Crediamo che i fondi non vadano dati a chi viola i diritti e lo stato di diritto e non accoglie gli immigrati. E proponiamo nuove priorità: investimenti, giovani, cultura, Erasmus, gestione delle frontiere esterne, immigrazione e sicurezza".

Articolo pubblicato su Il Messaggero del 1 agosto 2017