«Serve un'Europa più politica e attenta alle questioni sociali»

L'Ue deve cambiare, deve essere «più politica», più democratica e più attenta alle questioni sociali. Lo ha spiegato il sottosegretario per gli Affari europei Sandro Gozi, al termine del Consiglio Affari generali a Lussemburgo in cui ha presentato la proposta italiana per creare liste transnazionali al Parlamento europeo. Per questi motivi, ha aggiunto, insieme a Matteo Renzi oggi sarà a Bruxelles a chiudere la campagna per le primarie Pd. Intervista a l'Unità READMORE

"La UE ci stanga ma ancora per poco. Con noi infrazioni giù del 40%"

«L'Italia era la maglia nera dell'Europa in fatto di infrazioni. Oggi è la maglia rosa. E vero, paghiamo multe salate che sono un'eredità del passato. Ma con le strategie messe in campo supereremo queste criticità». Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli Affari Europei, replica così all'inchiesta del Tempo sulle spese sostenute dall'Italia per far fronte alle sanzioni Ue. READMORE

«Liste transnazionali nel 2019. E primarie per scegliere il candidato a guidare la Ue»

«Parafrasando De Gasperi, oggi occorrono sia il senso dell'urgenza e sia quello della lungimiranza. Ci sono tentativi di disgregare l'Europa, o di non farle fare quel salto di qualità che già fra due anni, nel 2019, potrebbe vedere le prime liste elettorali transnazionali. Il passo successivo potrebbero essere delle primarie europee, come proposto da Renzi, per la scelta del candidato alla guida dell'Unione». Intervista al Corriere della Sera READMORE

Bilancio UE, proposta italiana. Gozi: solidarietà non sia a senso unico

Chi alza muri anti-migranti poi non può pretendere di ottenere i ricchi fondi strutturali 454 miliardi fmo al 2020 - assicurati dall'Ue ai Paesi che hanno bisogno di aiuti per crescere. «Perché la solidarietà in Europa non può essere solo a senso unico e quindi i fondi Ue vanno congelati per chi non fa la sua parte e non rispetta gli impegni», avverte Sandro Gozi sottosegretario alle Politiche europee che spiega così il ragionamento che sta alla base della proposta che il Governo italiano ha appena inviato a Bruxelles e agli Stati membri per il prossimo quadro finanziario pluriennale, quello che deciderà come saranno spese le risorse che l'Europa metterà sul piatto dopo il 2020 per gli otto anni successivi. Una partita che comincerà a entrare nel vivo nei prossimi mesi. READMORE